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Gen Z Breakfast Club

Sono una persona semplice. Ogni mattina mi alzo, mi sposto lentamente in cucina, riattivo le mie papille gustative grazie all’aroma del caffè e apro il mio quotidiano. 

No, questo non è il 2006 e nemmeno l’inizio di una puntata di Una Mamma per Amica.

La verità è che ogni mattina mi alzo e apro Instagram. Non scorro il feed, non mi interessa e non ne ho tempo. Il mio sguardo si fionda invece sulla prima storia disponibile che, puntualmente, inquadra l’ennesima citazione in inglese. Tap. Ancora tap. Ora ci siamo, la mia dose quotidiana di informazione può avere inizio. Tra un sorso e l’altro, ascolto, leggo e imparo. Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di cui non avrei mai creduto avrebbe potuto interessarmi. 

Nel primo capitolo di quello che viene definito un nuovo Rinascimento, la fruizione e l’utilizzo dei social network stanno cambiando. O meglio, sono già cambiati. 

L’ecosistema fatto di selfie imbarazzanti e tramonti ipersaturati è ormai irreparabilmente alterato, a causa – o per merito – di tutti quegli utenti che hanno deciso di mettere un punto alla mera esposizione di sé stessi, per dare spazio alla divulgazione di contenuti didattici e di approfondimento culturale, con l’obiettivo di colmare l’irrecuperabile gap generazionale creatosi tra loro e i media tradizionali.

Mentre televisione, stampa e radio sembrano non accorgersi del profondo cambiamento culturale e morale che stiamo vivendo, Instagram viene ogni giorno pervaso da migliaia di contenuti longform. In questo carosello di condivisione, il collante principale, capace di legare insieme così tante identità e realtà differenti, è probabilmente la dimensione subculturale. La consapevolezza di far parte di una nuova corrente di pensiero, mossa da una forte sfiducia nei confronti della comunicazione mainstream, in cui l’attenzione per la buona informazione è troppo spesso abbandonata per dare risonanza a notizie clickbait, prive di contestualizzazione e colme di ageismo interiorizzato.

Anche volendoci soffermare sulla quantità di articoli redatti e sul numero di programmi televisivi che hanno avuto il coraggio di dare spazio a minoranze e tematiche sociali di rilievo, la verità è una sola: i giovani si informano sui social, popolati da attivisti e attiviste che, attraverso la loro voce, stanno ribaltando l’ormai desueto rapporto tra social media e fast content. 

Stories, caption e video hanno oggi la forma di un vero e proprio palinsesto, fatto di copiosi flussi di coscienza, lunghi monologhi e scambi di opinione. Il grande vantaggio? Poter scegliere tematiche, tipologia di contenuti e fruizione, per vivere un’esperienza digitale sempre più inclusiva, sia in termini di interessi personali che di disabilità sensoriali.

È vero: siamo cresciuti in un mondo dove i social hanno fatto da casa alle fake news. Eppure, in un 2021 segnato dalla catastrofe del Coronavirus, le nuove reti socio-tecnologiche stanno dando vita a nuovi vocabolari e metodi d’informazione, potenzialmente capaci di rifondare il sistema comunicativo globale. O, in altre parole, creare una rassegna stampa digitale perfetta per accompagnare la prima colazione di una giornata da Gen Z. 

PS: Se la tua playlist Breakfast & Chill non sortisce più l’effetto desiderato e hai voglia di provare qualcosa di diverso per cominciare la giornata, ecco una carrellata di profili che potrebbero fare al caso tuo:

@stregafemminista: Sara, la strega femminista intersezionale antispecista che con il suo attivismo mette in dubbio il patriarcato.

@alwaysithaka: Martina & Saverio, coloro che cercano di salvare il mondo, una story alla volta.

@chiaradicecose: Chiara, attivista. Lei parla, ma prima di farlo legge, studia, impara e questa è la sua forza.

@deifuturoantirazzista: Uniti nella battaglia contro il razzismo, lottano ogni giorno per la Diversità, l’Equità e l’Inclusione.

@mehths: il percorso di Francesco, che racconta il mondo di oggi visto dagli occhi un ragazzo trans.

@evastaizitta: Giulia parla di corpi, donne ed identità, toccando con audace delicatezza l’oscuro mondo della grassofobia.

@francischannel: il profilo di cui hai bisogno se ancora non sai di avere un privilegio.

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