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Intervista a Dario Tironi, tra arte e sostenibilità

Abbiamo il piacere di ospitare in questo numero di FTAG The Mag l’artista Dario Tironi, protagonista con le sue opere della campagna Energia in Circolo che Different ha realizzato nei mesi scorsi per Enel Energia e che ha ricevuto due premi al concorso L’Italia che comunica.

 

Ciao Dario, ci parleresti della tua attività artistica attuale, raccontandoci anche del tuo background e delle tue principali influenze? 

Attualmente sto lavorando a diversi progetti e a breve andrò in Germania per la mostra dei finalisti del Premio VAF, per il quale sono stato selezionato, poi ho in programma due mostre personali in due gallerie ad aprile e giugno, oltre ad altre collaborazioni che si stanno definendo in questo periodo. 

Sono abbastanza preso ma accolgo le cose con molta positività, soprattutto dopo i due anni di pandemia in cui non è successo molto in campo artistico e culturale, per quanto riguarda gli eventi e la possibilità di esporre. 

Mi sto dedicando all’ambito artistico a tempo pieno da oltre dieci anni. Dopo la laurea in scultura a Brera, ho insegnato arte nelle scuole per tre anni e nello stesso periodo insieme ad alcuni amici ho fondato due associazioni artistiche che si occupavano di promuovere giovani artisti. Gestivamo uno spazio molto carino a Bergamo, nel quale abbiamo organizzato decine di mostre ed eventi. Dopo alcuni anni tuttavia ho preferito dedicarmi esclusivamente alla mia ricerca artistica, mantenendomi comunque aperto a collaborazioni. Nel frattempo ho iniziato a lavorare con alcune gallerie e a partecipare a mostre collettive, concorsi e festival.

 

Buona parte della tua carriera artistica si è basata sul riciclo e sul riuso, un approccio apparentemente “povero” che però nasconde una grandissima forza espressiva. Come è nata questa passione e come si è alimentata nel tempo?

Ho iniziato ad interessarmi alla questione ambientale, per dirla in senso lato, già da più giovane, per poi ampliare la questione durante i miei anni all’accademia, seguendo corsi di antropologia, sociologia e orientando il mio interesse verso un approccio all’arte che toccasse queste tematiche. 

Prendere coscienza dell’umanità in senso evoluzionistico e cercare di definire l’uomo in un’ottica più ampia che consideri la cultura e l’identità e il loro divenire nella storia, mi ha aperto gli occhi su ciò che è importante e su ciò a cui dobbiamo lavorare. È qualcosa che riguarda le priorità legate alla vita stessa, l’istinto di sopravvivenza. Come quando ci ammaliamo e ci accorgiamo che la salute, che diamo sempre per scontata, è la cosa più importante e senza la quale tutto il resto diventa superfluo. 

Ugualmente, se arriveremo a rendere la nostra biosfera non più vivibile per l’uomo, tutto il resto non avrà più senso. L’ecologia ci ha insegnato a considerare il tutto secondo una visione ecocentrica dove il pianeta è un intero organismo dalla cui salute dipende anche quella dei singoli esseri viventi. In particolare ho iniziato a usare questi materiali perché significativi nel descrivere la società consumista e le dinamiche che stanno dietro i sistemi che governano il mercato, la pubblicità, i mass media etc.

 

Gli oggetti che produciamo e consumiamo concorrono a definire la nostra identità, la cultura, i gusti e le tendenze. Quindi per me si tratta di costruire un ritratto antropologico e sociale odierno.


Quali sono i significati insiti nelle tue opere realizzate per Energia in Circolo? Da dove nasce l’idea della figura umana? 

La figura umana è qualcosa che esiste sin dalle prime rappresentazioni rupestri e riguarda la volontà di definire noi stessi, di avere consapevolezza della nostra esistenza. Ha a che fare con l’ego ma anche con un’immagine archetipa e pre-culturale. 

Noi oggi costruiamo maggiormente l’immagine di noi stessi attraverso i nostri profili sui social. La figura umana inoltre per me rimanda agli albori del pensiero occidentale, richiama la statuaria classica e una ricerca di armonia, rappresenta l’unità per antonomasia, la forma compiuta che rivela la perfezione della natura.

 

Per Enel – Energia in circolo in particolare ho voluto rappresentare una serie di figure umane nell’atto di dare, ricevere, salutare, accogliere, con una gestualità minima del corpo e delle mani che fa pensare ad un incontro, allo scambio. Ma nelle mani non c’è niente, ciò che viene scambiato non può essere quantificato né materializzato, in contrapposizione all’ostentata materialità delle sculture stesse. Questa idea è nata anche come conseguenza del periodo di pandemia in cui abbiamo vissuto la reclusione, il confinamento, la solitudine. 

Qual è stato il momento più bello e inaspettato della tua esperienza in questa campagna? 

La campagna ha avuto una grande risonanza e ha coinvolto cittadini di diverse città italiane, per me è stato molto gratificante ricevere commenti e risposte positive e vedere che tante persone hanno partecipato alla raccolta dei materiali. 

 

Come può un linguaggio universale come l’arte innescare una maggiore sensibilità nei confronti di tematiche di prim’ordine come ad esempio la sostenibilità? 

L’arte viene veicolata attraverso molteplici linguaggi che spesso esulano i metodi convenzionali di comunicazione, partecipazione e circolazione delle informazioni e delle immagini, andando controcorrente rispetto agli stereotipi, ai luoghi comuni, alle leggi e alle convenzioni sociali. 

L’arte va contro l’omologazione e l’appiattimento culturale e ci aiuta ad accettare le varie sfaccettature dell’uomo, la diversità e l’unicità delle esperienze umane. È uno dei pochi terreni dove ancora possiamo sperimentare una sorta di libertà e per dare libero sfogo a energie, sentimenti e sogni che altrimenti farebbero fatica a trovare un posto nella vita quotidiana. È qualcosa che parte dal singolo ma tende all’universalità, alla ricerca di una verità essenziale.

Le opere d’arte a volte ti mettono di fronte a cose che non vogliamo vedere, né sentire, a sensazioni che tendiamo a rimuovere perché sgradevoli o scomode, a fare i conti con l’ignoto, l’incomprensibile, con i limiti dell’uomo. Ma soprattutto aiuta a renderci più umani.

Ci sono altri artisti a livello mondiale che si stanno esprimendo su queste tematiche? Potresti raccontarci qualche esempio?

Le mie influenze artistiche sono molteplici, l’approccio è più di derivazione neo-realista, con l’attenzione verso l’oggetto di massa ma con il risultato estetico che rimanda ad una commistione di influenze. L’utilizzo di materiali di recupero riguarda una parte importante della mia produzione artistica ma non è la sola, la scelta della tecnica o del materiale molte volte è una conseguenza in base a ciò che vogliamo comunicare, quindi molti progetti sono stati realizzati con altri processi e media. 

In generale mi hanno sempre interessato artisti che utilizzano oggetti veri nelle loro opere, riuscendo ad attribuire significati, creando un racconto o con sensazioni evocate dagli oggetti stessi, partendo dal dadaismo e Duchamp, passando per Rauchemberg e il Nouveau Réalisme fino ad artisti come Felix Gonzales Torres o Mike Kelley. Ci sono anche molti artisti contemporanei che seguo come David Altmejd, Walead Beshty, Martine Pascale Tayou, solo per citarne alcuni.

 

BIOGRAFIA

Dario Tironi è nato a Bergamo nel 1980. Dopo aver ricevuto la laurea in scultura nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, prende parte alla formazione di due associazioni attive sul territorio nella promozione di artisti emergenti e nella creazione di eventi in collaborazione con altre realtà.

Indirizza la sua ricerca artistica verso particolari temi e problematiche che caratterizzano la società contemporanea, come i risvolti ecologici e le conseguenze dell’attività umana sull’ambiente, gli squilibri globali, le contraddizioni del sistema capitalista-consumista, l’alienazione dell’essere umano.  

Nella sua pratica artistica si serve di una moltitudine di materiali eterogenei, spesso presi dalla quotidianità, oggetti trovati e materiali di scarto, prodotto “dell’Era della plastica”: accessori, apparecchi tecnologici, giocattoli e bambole, elettrodomestici e soprammobili, gadget di ogni tipo e prodotti di massa.  

Tironi elabora il suo linguaggio partendo dai frammenti della società dei consumi: element carichi di simbolismi e reminiscenze, assemblate, modificate e accostate per dare vita a nuove forme e significati che portano a porci delle domande sulla sostenibilità delle azioni umane.  

Ha all’attivo diverse mostre collettive e personali tra cui “Open 13”, Venezia – “Human  constructions”, Fortezza del Priamar, Savona -“Impatto 2.0”, Museo Nazionale Atestino, Padova  – “Monument to mankind”, Piazza del Duomo, Pietrasanta – “Ho cercato l’armonia”, Vittoriale degli Italiani – “Superfuture”, MAD Museum, Singapore – “Figure futuribili”, Collezione Luigi Cattaneo,  Ateneo di Bologna – “Contemporary transformations”, Duke contemporary, Bangkok – “Il dialogo dei contrapposti”, Reggia di Caserta – “Scrap Art” Doha, Qatar. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

WEBSITE https://dariotironi.com/


MOSTRE PRINCIPALI 

2022 – “Aktuelle positionen italienischer kunst” IX Premio Fondazione VAF, StadtGalerie Kiel, Germany
2021 – “La rinascita” , Dap Art Park Milano, in collaboration with Unipol  2021 – “Nel respiro del mondo”, Bastione delle Maddalene, Verona, curated by M. Vanzan e M.L. Pappalardo 2021 – “Natura Umana”, Part- Rimini , curated By B. Buscaroli and D. Rondoni
2021 – “#Enelincircolo”, Milano, Padova, Verona, Bologna in collaboration with Enel and Different Global, Cronopios, Alpha Omega
2020 – “Wasteart”, Künstlerhaus, Wien, Austria, curated by Ina Loitzl  
2020 – “Things”, Domus Home, Torre Galfa, Milano 
2019 – “Scrapart”, Doha, Qatar, curated di PEO Doha  
2019 – “Solo show” – solo exhibition, Gare 82 Gallery, Brescia 
2019 – “The room” – group exhibition, Palazzo Cusani, Milano, curated by Manfredi Style  
2019 – “Anatomie di consumo” – solo exhibition, Simonbart Gallery, Bologna 
2019 – “Il dialogo dei contrapposti” – group exhibition, Reggia di Caserta, curated by Vincenzo Morra
2018 – “Contemporary transformations” – group exhibition, Duke contemporary art space, Bangkok  2018 – “Figure futuribili” – solo exhibition, Collezione Luigi Cataneo, curated by Simonbart, Ateneo di Bologna
2017 – “Superfuture” –-group exhibition, MAD Museum of art and design, Singapore 
2017 – “Ho cercato l’armonia” – permanent installation, Il Vittoriale degli Italiani, Gardone, curated by G. Bruno Guerri 2017 – “Dialogue 2” – group exhibition, Parco della Gherardesca, Four Seasons , Firenze 
2017 – “Plastic Beauty” – solo exhibition, SimonBart Gallery, Porto Cervo, Poltu Quatu 
2017 – “Oggetti rimediati”- solo exhibition, Azimut, Brescia
2016 – “Dalla terra al cielo” – group exhibition, Polo Museale Gualdo Tadino, curated by C. Monacelli e F. Tommasi  2016 – “Neuro art” – group exhibition, MLAC, Università La Sapienza, Roma, curated by Manuela Enna 2016 – “Monument to mankind”- solo exhibition, Piazza del Duomo, Pietrasanta, curated by Galleria Paoli
2015 – “ExpoArteContemporanea”- group exhibition, Villa Bagatti Valsecchi, Varedo, curated by F. Sacchi Tommasi  2015 – “Contexto” – group exhibition, Comune di Edolo, curated by Paolo Sacchini 
2015 – “Impato 2.0”- group exhibition, Museo Nazionale Atestino, Padova, curated by Ilaria Magni and Lisa Celeghin
2014 – “Dialogue”- group exhibition, Parco della Gherardesca, Four Seasons , Firenze 
2014 – “Face to face” – group exhibition, Galerie Carré Doré, Montecarlo, Monaco
2013 – “Game of cultures”- solo exhibition, Galleria Angelica, Roma, curated by D. Del Moro 
2013 – “2nd International From Waste To Art Exhibition”- group exhibition, Baku, Azerbaijan 
2013 – “ Da cosa nasce cosa”- permanent installation, Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci, Milano  2013 – “Arte in terapia, diagnosi d’artista” – group exhibition,, Spoleto, curated by A. D’atanasio & N. Miele
2012 – “Mine, l’esplosione del sé”- group exhibition, Superground Art kitchen, curated by Jacopo Perfect 2012 – “Cultura + Legalità = Libertà” – L’arte contro le mafie, group exhibition, Biblioteca Nazionale Centrale, Roma 2012 – “New generation” – group exhibition, Festival delle arti audio visive, Palazzo Pisani, Lonigo, curated by M. Vanzan
2011 – “Human constructions”- solo exhibition, Fortezza del Priamar, Savona, curated by Galleria Gagliardi  2011 – “Waste”- group exhibition, Palazzo Guidobono, Tortona (AL), curated by C. Cataneo and P. Lesino 2011 – “Premio Arte laguna”- group exhibition, Tese dell’Arsenale di Venezia, curated by Igor Zanti 2011 – “Cultura + Legalità = Libertà” – L’arte contro le mafie, group exhibition, Museo delle Scienze Naturali, Torino 2011 – “IV Premio Fabbri per l’Arte 2011” – Bologna, curated by Alberto Agazzani 
2010 – “Premio Arte laguna”- special award, group exhibition, Tese dell’Arsenale di Venezia, curated by Igor Zanti 2010 – “Realtà oggettiva”- solo exhibition, Galleria Gagliardi, San Gimignano (SI), curated by Isabella Del guerra 2010 – “Open 13”- Esposizione Internazionale, group exhibition Lido di Venezia, curated by P. De Grandis  2010 – “Variazioni estetiche”- solo exhibition, Museo Civico Archeologico e della Collegiata Casole d’Elsa, (SI)

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