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METAtergiVERsiamo tra suggestioni, brand e influencer

Contenuto altamente digeribile, adatto anche agli intolleranti

 

Parliamo di Metaverso, etimologicamente “oltre” “l’universo”. 

Wait, ma io questo termine l’ho già visto sui libri di filosofia, ah no, quella era la “metafisica” con cui Platone indicava un universo intelligibile costituito dalle idee.
Mi chiedo, sono concetti poi così tanto diversi se non per gli strumenti tecnologici di cui oggi disponiamo per amplificare sensazioni, emozioni, interazioni, idee, relazioni ed evolverne il senso ed il significato?

Mmm… forse siamo ancora un po’ lontani; eppure, sento che questo “termine” mi appartiene, forse CI appartiene, da più tempo rispetto a quando se ne parla più tecnicamente.

Mi sembra di conoscerlo da sempre insomma.

Quando chiudo gli occhi, entro nel mio personalissimo metaverso dove posso vedere, fare, interagire, pensare.

Quando leggo un libro, in base al grado di coinvolgimento, entro in un universo parallelo che mi fa vivere i tempi, i linguaggi e le vicissitudini dello stesso libro che sto leggendo, in alcuni casi come personaggio extra e in altri facendomi immedesimare in uno o più personaggi. Così come quando m’immergo in uno spettacolo a teatro o se osservo un quadro di Monet.

Un po’ come accade anche nei film, quando è come se uno degli attori ci sembra essere il nostro avatar matchy matchy poiché in esso ci riconosciamo fortemente… Adesso ditemi, chi tra noi, non si è mai sentito Carrie Bradshaw e/o co.

Anticipatori di questi fenomeni sono sicuramente i videogiochi ed anche alcuni film/serie in cui mi sono imbattuta nel corso della mia vita sedentaria: come Matrix dove l’umanità è intrappolata inconsapevolmente all’interno di una realtà simulata; oppure Avatar in cui, grazie a dispositivi stra innovativi, le persone sono in grado di vivere, addirittura con le funzioni vitali, una realtà fantasticamente incredibile. Oppure ancora Westworld – Dove tutto è concesso che ci immerge in un mondo apparentemente reale dove diventa sempre più complicato scindere la realtà dall’illusione della realtà.

“Mi piace ricordare quello che mio padre mi disse una volta: prima o poi siamo tutti nuovi in questo mondo. I nuovi cercano le nostre stesse cose. Un posto dove essere liberi, dove realizzare i propri sogni. Un luogo con infinite possibilità.” (Dolores – Westworld)

Un altro buon esempio di quello che, per me, può voler dire Metaverso è una serie che mi son trovata a guardare di recente, del tutto casualmente: Made for Love con Tracy McConnell dove in pratica c’è un tipo a cui basta schioccare le dita per trovarsi a Parigi o in un paesaggio desertico, poi balneare o a New York e ovunque si desideri. Nella serie questo, e molto di più, è possibile grazie a pannelli digitali e multisensoriali accuratissimi di ogni ambientazione proiettata che circondano i personaggi.

Ok, potrei METAtergiVERSare all’infinito ed invece mi tocca scendere un attimo più nel concreto. 

Il mercato della tecnologia e dell’internet con relativi big player, vedi Meta (recente cambio di nome Facebook, non a caso), Microsoft, Roblox, Google, Fortnite e chi più ne ha più ne metta, hanno una mega ansia da prestazione su chi fornirà lo spazio di Metaverso più figo di tutti dove, in questo caso, gli utenti che vorranno farne parte potranno vivere la loro vita anche in questo spazio digitale, totalmente immersivo, dove si potranno costruire case, fare shopping con un’economia basata su criptovalute, NTF e blockchain, relazionarsi and more and more e chissà cos’altro verrà fuori. OVVIAMENTE anche i brand cominciano a vedere in questo spazio infinite possibilità, compresi alcuni dei nostri clienti, sempre più incuriositi e predisposti a questo tipo di scenario nonostante gli scetticismi tipici di ogni evoluzione.

(In bold nelle righe qui sopra solo una piccola parte di tutte le possibili categorie settoriali dalle forti potenzialità in questo sistema)

Solo per citare alcune case di chi si è già mosso in tal senso:

si pensi a Balenciaga con la collezione fatta apposta per Fortnite.

Si pensi a Nike con Nikeland all’interno di Roblox dove allo stesso tempo gli utenti giocano, vedono e provano in anteprima tutti i prodotti.

Clinique che ha creato una collezione virtuale dei suoi 3 prodotti beauty più iconici.

Anche Tinder vuol esser al passo coi tempi e sta pensando a Tinderverse per accorciare ancor più i confini tra online e offline dell’aMMore.

Così, tantissimi altri brand, stanno sperimentando questo meta-mondo e questo nuovo modo di fare pubblicità o comunque ci stanno provando.

A questo punto, vi chiederete, perché ve ne sto parlando proprio io che mi occupo d’Influencer Marketing. Beh, allego reference e introduco le presentazioni per chi già non la conoscesse.

Lei è Lil Miquela, abitante del Metaverso, anzi, direi proprio la Chiara Ferragni del Metaverso, creata nel 2016 da una società di intelligenza artificiale di Los Angeles che, ad oggi, vanta collaborazioni con importanti brand di moda come Gucci, Prada e Calvin Klein, con più di 3 milioni di follower su Instagram. Dopo di lei diverse altre sister hanno cominciato a trasferirsi in questo territorio virtuale dove le immagino mentre prendono un meta-caffè insieme nel meta-bar dell’angolo e meta-chiacchierano del più e del meno. 

Se è vero, dunque, che il Metaverso non è altro che il mondo reale traslato in uno spazio digitale, virtuale e interattivo, perché lasciare proprio gli influencer e relativi avatar ai confini del mondo in cui siamo fatti di materia e battito cardiaco? Chi mai potrebbe essere, l’ambassador di Balenciaga nel Metaverso se non l’avatar di Justin Bieber, ad esempio?.

L’idea, e concludo, è proprio quella di far funzionare TUTTO come nella realtà e OLTRE. 

Buzz Lightyear mi senti? 

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