Skip to content Skip to footer

Sottoterra Magazine. La musica raccontata da chi la fa

Dal primo giorno in cui ho iniziato ad occuparmi di musica, mi sono anche occupato della comunicazione legata a essa: promuovere un concerto, un disco, un artista (la mia band in primis naturalmente). La comunicazione è poi diventata un lavoro full time, la musica è rimasta una passione duratura con nette sfumature di “secondo lavoro”. I due ambiti si compenetrano e s’influenzano, e il mio percorso su entrambi i binari mi ha sempre dato modo di trasferire le cose che imparavo da una parte all’altra e viceversa. 

Di recente ho dato il via ad un nuovo progetto editoriale che mostra bene questa compenetrazione, che segue i trend della comunicazione, che non sono altro che le abitudini di consumo di contenuto (il longform, il cross-media, la nuova ribalta dell’audio) ma che risponde a un’esigenza tutta nell’ampio ambito della musica. 

Ma partiamo dal principio.

Dischi Sotterranei è un’etichetta discografica indipendente che da circa sei anni opera nel settore dell’editoria musicale. 

Cosa fa una label nel 2021? L’ultima delle cose che fa è stampare i dischi. Gestire un’etichetta oggi significa destreggiarsi tra burocrazia editoriale, distribuzione digitale, management, merchandising ma soprattutto comunicazione.

Una volta tra l’etichetta e l’ascoltatore c’erano radio e negozi di dischi. Oggi ci sono mille scorciatoie per arrivare direttamente a chi i dischi li ascolta, ma per imboccarle correttamente bisogna padroneggiare i linguaggi di tali scorciatoie, scorciatoie digitali. 


Una realtà come Dischi Sotterranei è lontana dagli utilitaristici obiettivi di quella parola molto fredda che è brand, ma alla fine è una realtà che è anche un brand e come tale ha necessità di posizionarsi. Uscendo dalle categorie del marketing, Dischi Sotterranei ha sentito la necessità di raccontarsi (e fin qui nulla di nuovo) ma anche quella di raccontare il contesto entro il quale esiste, con il quale si confronta e si scontra e nei confronti del quale si definisce.

Da qui l’idea di lanciare un magazine, Sottoterra Magazine, che potesse raccogliere la molteplicità di voci che compongono il mondo del fare musica in maniera indipendente oggi. Non solo le voci degli artisti, anche quelle dei backliner, dei gestori dei live club, di chi si occupa di booking, e via dicendo.

Oggi più che mai i professionisti della musica indipendente hanno bisogno di spazi dove esprimersi e confrontarsi, ma l’obiettivo di Sottoterra Magazine non è strettamente o immediatamente politico, anzi. Quello che questo progetto editoriale può ottenere è una nuova e più consapevole percezione di questo mondo da parte del pubblico, non tramite invettive alle istituzioni, per quello servono organi dedicati, ma attraverso i racconti di vita di chi sceglie di intraprendere questo percorso al costo di grandi sacrifici. 

Dal punto di vista tecnico, Sottoterra Magazine si può definire un progetto multimediale omnichannel. Il magazine si può innanzitutto leggere, numerosissimi sono i contributi scritti ricevuti finora. Ma si può anche ascoltare, guardare e non solo online: il 15 di ogni mese aggiorniamo una playlist Spotify (che conta più di 700 follower oggi) con i pezzi più interessanti usciti nelle precedenti 4 settimane, ogni mese un visual artist diverso contribuisce con un artwork di copertina. Ma l’esperienza audio è anche il podcast, in cui la redazione chiacchiera con (e non intervista!) artisti e figure dell’universo musicale che ci circonda. 

Il magazine è anche offline: partendo dal festival Arcella Bella 2021, evento stagionale di tre mesi, interamente organizzato proprio da Dischi Sotterranei, sono previsti diversi talk sui temi del “fare musica” in maniera indipendente che coinvolgeranno svariati professionisti che operano nel settore per parlare di comunicazione, produzione di concerti, editoria, scrittura, e tutti i temi cari a chi frequenta l’ambiente, spesso perché ha un proprio progetto in cantina da portare in superficie.

Una sezione del magazine è dedicata alla fotografia, che racconta ciò che succede sopra ai palchi, dietro ai palchi e lungo tutti i percorsi che li collegano. Sottoterra è anche un supporto fisico: presto saranno disponibili in edizione limitata le posterzine che raccolgono alcune delle migliori storie da un lato, e dall’altro un bell’oggetto da appendere proprio vicino al giradischi. 

Alcune personalità di spicco che hanno già contribuito a questo racconto variegato: M¥SS KETA, Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Carlo Pastore, Colombre sono solo i primi di una lunga serie.

Sarebbe però sbagliato interpretare l’omnicanalità di questo progetto come un insieme di modi per rincorrere l’utenza, come spesso si rivelano essere molti progetti di marketing. Questo magazine risponde a un’esigenza di un’intera community di cui il promotore dell’iniziativa stesso fa parte, un bisogno ancestrale dell’umanità: quella di radunarsi attorno a qualcosa di identitario, ma con le modalità peculiari di questo periodo storico. 

Non possiamo più ammassarci (per ora) sotto a un palco, davanti a un bancone pieno di birre, nei backstage, ci raduneremo allora attorno al racconto delle nostre storie.

INFORMATIVA BREVE

La informiamo che, per migliorare la sua esperienza di navigazione su questo sito web, Different Srl utilizza diversi tipi di cookie, tra cui:

cookie di tipo funzionale alla navigazione (functionality cookie);cookie di tipo pubblicitario (advertising cookie);cookie di tipo statistico (performance cookie).

che consentono di accedere a dati personali raccolti durante la navigazione. Nella pagina della Informativa Estesa che può consultare all'indirizzo https://ftag.differentglobal.com/privacy-policy/ sono presenti le istruzioni per negare il consenso all'installazione di qualunque cookie. Cliccando su "ACCETTA" o continuando la navigazione, saranno attivati tutti i cookie specificati nell'Informativa Estesa ai sensi degli artt. 13 e 14 Reg.to UE 2016/679.

View more
ACCETTA