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Tra phygital e sostenibilità, nuovi modelli per il settore degli eventi

Per chi organizza eventi negli ultimi anni il lavoro è radicalmente cambiato, per le ben note questioni legate all’emergenza sanitaria globale. Il periodo pre pandemico sembra un lontano ricordo, ormai ci siamo abituati a una situazione di continua emergenza e con la massima attenzione a tutte le normative di sicurezza.

Un tempo la fase di accredito veniva vissuta con una tensione positiva, nella speranza che tante persone arrivassero presto ad assieparsi una accanto all’altra, per poter scattare qualche bella foto e per permettere a tutti di iniziare a respirare il “senso” di un evento, ovvero lo stare vicini e letteralmente contatto.

Tutte espressioni che oggi invece siamo costretti ad evitare in tutte le maniere con la tensione che invece permane, ma non più positiva, per non incorrere invece nei tanto discussi “assembramenti”.

Oggi è cambiato tutto, progettare un evento “safe” in tutte le sue componenti diventa chiaramente sempre più complesso.

Allo stesso tempo però, in qualsiasi tipo di evento, sia B2B che B2C, le (giuste) pretese del pubblico rimangono le stesse: poter fare networking, mangiare e bere bene, rimanere seduti comodamente, avere una buona visuale sul palco, godere di una bella scenografia e fruire tutti i contenuti audio e video in maniera ottimale.

Le esigenze sono dunque aumentate, così come le complessità per la parte organizzativa che deve far fronte a regolamenti in continuo cambiamento che molto spesso differiscono da regione a regione. Nella stesura di ogni singolo protocollo di sicurezza bisogna infatti tenere in considerazione la particolare legislazione locale.

Nonostante questo scenario complesso, il 2021 è stato un anno in cui si è tornati alla dimensione dell’evento in presenza, sono stati riaperti anche i cinema e i teatri, mentre c’è stata qualche difficoltà in più per il comparto musicale.

Da parte nostra, abbiamo ideato, organizzato e gestito tantissime conferenze stampa di diversa dimensione, workshop in alberghi e in altre location, diverse fiere di settore dopo che invece nel 2020 questa tipologia di evento era stata praticamente azzerata. 

Ma non ci siamo fermati qui, anzi. Siamo tornati in strada a fare dell’unconventional marketing, parlando direttamente alle persone. Con tutta questa diversità di approcci e possibilità, abbiamo dato ai nostri interlocutori la certezza di poter far fronte a tutte le necessità.

Dopo le nuove esperienze con gli eventi digitali e phygital del 2020, anche questo appena trascorso è stato un anno di aggiornamento e formazione continua dove i covid manager e gli studi legali sono diventati parte integrante del nostro team, per poter comprendere e interpretare i DPCM, spesso improvvisi, e mettere in atto soluzioni coerenti con le misure vigenti.

In questo contesto già complesso e inedito, la nascita di Different ha determinato diversi altri effetti, in primis quello di dover far fronte a molte più esigenze. Le gare sono aumentate esponenzialmente e con esse la percentuale di lavoro che facciamo con i brand rispetto al mondo Mall&Outlet, che era preponderante negli scorsi anni e che oggi rappresenta circa il 20% della nostra attività.

Collaborando con i brand aumentano opportunità e progetti, viene richiesta più consulenza, più scouting e più creatività. Abbiamo a che fare con interlocutori sempre più eterogenei e sempre più preparati, come ad esempio i brand manager e i marketing manager che hanno una cultura degli eventi molto importante, alzando di conseguenza per noi l’asticella della qualità e delle aspettative.

Anche da un punto di vista dei contenuti c’è stato un lavoro notevole, mettendo in gioco soprattutto due macro temi, quello dell’arte e quello della sostenibilità, spesso e volentieri creando una dialettica virtuosa tra i loro.

Ne è un esempio la mostra Handimals, una soluzione di self engagement per un centro commerciale che non poteva più permettersi di organizzare gli eventi in forma tradizionale come si faceva una volta, ma che poteva ospitare una mostra permanente con le opere dell’artista Guido Daniele, andando così a toccare grazie all’arte, tematiche di grande come la salvaguardia di alcune specie animali.

O ancora, il concept/format I Volti di Dante di cui avevamo già parlato qualche mese fa, oppure la nostra partecipazione attiva nel coinvolgere alcuni clienti all’interno del circuito di WePlanet, progetto nato con l’obiettivo di aiutare a riflettere e ad agire sul tema della sostenibilità, attraverso la carica aggregativa dell’arte e del design.

Dulcis in fundo eccoci con Enel – Energia in Circolo, uno dei progetti che ci ha dato maggiori soddisfazioni in questi ultimi mesi, tanto da ricevere anche alcuni Awards nei vari concorsi di settore, un progetto che ora diventerà un format anche in altre città. 

Un progetto sull’economia circolare con cui Enel Energia si è impegnata a generare valore per l’ambiente e le persone, coinvolgendo il territorio.

Abbiamo declinato il concept del progetto inserendolo in un’ottica artistica e trasformando i negozi Spazio Enel, prima a Milano e poi a Padova, in autentiche riciclerie, ospitando inoltre nel corso degli ultimi mesi le opere d’arte di Jane Perkins e Dario Tironi, artisti impegnati sul fronte della recycled art. Questi spazi sono diventati poi centri di raccolta di oggetti inutilizzati e rielaborati poi in 5 nuove opere, sempre a firma di Dario Tironi.


Se da una parte può essere semplice tirare le somme da un punto di vista meramente economico, dall’altra diventa difficile farlo da un punto di vista dell’esperienza acquisita, dopo dodici mesi così variegati, fatti di diverse progetti inediti e sfidanti che ci hanno dato (e continueranno a darci) la possibilità di trovare soluzioni sempre più soddisfacenti e talvolta sorprendenti per i nostri clienti.

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